Figuriamoci se esisto - presentazione di Federica De Simone

 


Figuriamoci se Esisto 

L’arte non solo rappresenta l’individuo, ma riflette anche il suo rapporto con la società, la cultura e l’ambiente circostante. Essa non esiste isolata, ma è sempre influenzata dal contesto sociale, culturale e storico. L’immagine di sé non è mai statica: cambia a seconda delle influenze esterne, delle esperienze vissute e del tempo. Specialmente l’arte figurativa diventa così una finestra sia sulla realtà interiore dell’artista che sul mondo che lo circonda. La parola "figura" deriva dal latino figūra, che significa forma, aspetto, immagine, rappresentazione; o meglio da "fingĕre", che può essere tradotto con modellare, plasmare, dare forma. In arte figurativa, il termine "figura" si riferisce alla rappresentazione di corpi e oggetti riconoscibili, in contrasto con l'arte astratta. Parallelamente la parola “immagine” deriva da “imago”.  Il termine "imago" è usato nella psicoanalisi per indicare l'immagine inconscia che una persona ha di sé stessa o degli altri, spesso formata nell'infanzia e influenzata dalle figure genitoriali. In zoologia, l'imago è lo stadio adulto di un insetto dopo la metamorfosi. Per esempio, una farfalla è l’imago di un bruco, ovvero la sua forma finale. 

L’artista stesso è un agente di metamorfosi: trasforma il pensiero in immagine, la materia in espressione, l’ordinario in straordinario. Ogni opera è il risultato di un’evoluzione interiore e culturale.

Il figurativismo è da sempre un mezzo per rappresentare, esplorare e innescare trasformazioni, sia simboliche sia concrete. Non solo si rappresenta la metamorfosi, ma la si  incarna, dimostrando che il cambiamento è una costante nella vita e nella creatività.

Sentirsi rappresentati è fondamentale per l’identità personale e collettiva. La rappresentazione, che sia nei media, nella politica, nell’arte o nella società, permette alle persone di riconoscersi, sentirsi valorizzate e legittimate nella loro esistenza. La diversità nella rappresentazione permette di dare voce e spazio, per promuovere una società equa, inclusiva e rispettosa: senza discriminazioni di genere, etnia, orientamento sessuale o status sociale.


L’arte figurativa e l’immagine di sé sono perciò sempre state strettamente legate, poiché l’arte ha sempre rappresentato il corpo umano, l’identità e la percezione di sé nel tempo, ma soprattutto il senso di sé attraverso il tempo e lo spazio. Non ci si limita solo a rappresentare l’aspetto fisico di una persona, ma spesso riflette anche la sua psicologia, il contesto sociale e le emozioni.  L'immagine di sé può essere a tal proposito emblematica,  permettendo agli artisti di esplorare la propria immagine e la propria interiorità. L'immagine di sé e il mondo esterno sono due concetti che si intrecciano profondamente nell’arte figurativa. Lo scorrere del tempo sul volto come rappresentazione fedele di sè, si pone paradossalmente in contraddizione e in armonia con la propria emotività o stato d’animo. La stessa immagine si intreccia e si confonde nel contesto naturale delle cose. Nonostante l’estetica, esiste  un modo per rappresentare l’identità in canoni non convenzionali e rari, che si oppongono e si ribellano alle regole perfette ed armoniche ma che ricercano la mostruosità del mostrato; l'innaturalità della natura o la sregolatezza delle regole. L’arte è, per sua natura, trasformazione: trasforma materiali grezzi in opere, idee in immagini, emozioni in forme tangibili. Allo stesso tempo, l’arte racconta la metamorfosi dell’essere umano, del tempo e dello spazio, rendendola visibile e interpretabile.

Ogni artista, nel creare, affronta un processo di cambiamento interiore, traducendo le proprie esperienze e visioni in un linguaggio visivo o simbolico. La metamorfosi, quindi, non è solo un tema rappresentato nell’arte, ma è il cuore stesso del processo artistico. Essa spinge lo spettatore a interrogarsi sulla propria identità, sulla mutevolezza della realtà e sulle infinite possibilità di trasformazione. L’arte ci insegna che nulla è statico e che il cambiamento è una costante, capace di generare nuova bellezza e nuovi significati.

Federica De Simone 



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